Le città più smart d’Italia nel 2018, cosa offrono e le tendenze per il 2019

Dopo la rivoluzione industriale e culturale, oggi assistiamo a quella digitale. In questa transizione, le città di tutto il mondo si giocano la loro – e nostra – sfida per un futuro migliore. Tuttavia, a definire la città più intelligente (smart) non è solo la tecnologia, ma una molteplicità di fattori analizzati negli ultimi rapporti stilati da FPA, con il suo Icity Rate 2018, e dalla Business School University di Navarra con l’IESE Cities in Motion Index 2018.

Allora, quali sono le migliori smart city italiane? Cosa hanno da offrire ai cittadini? Come si piazza la vincitrice nostrana rispetto al resto del mondo? Scopriamolo assieme rivolgendo anche uno sguardo avanti per scoprire come sarà la città nel 2019 e nel futuro (prossimo).

Cosa significa essere una smart city?

Una città è ritenuta più intelligente (appunto smart) quando risulta più vicina ai bisogni dei suoi cittadini, più a misura d’uomo (più vivibile), più inclusiva e in grado di svilupparsi in sintonia con i cambiamenti in atto.

Più in dettaglio, si considerano 15 diversi ambiti della vita urbana, raggruppati in 5 dimensioni, per un totale di 107 indicatori statistici:

  • ambiente (gestione e conservazione del territorio, suolo, verde urbano, dell’acqua e aria);
  • servizi funzionali (energia, mobilità sostenibile e gestione dei rifiuti);
  • economia (occupazione, solidità economica, ricerca e innovazione);
  • società (istruzione, inclusione sociale e offerta turistico-culturale);
  • governance (legalità, sicurezza, trasformazione digitale e partecipazione civile).

Quindi, è smart quel centro urbano in grado di gestire e sfruttare al meglio le risorse naturali, territoriali, e il consumo energetico. È intelligente quella città che sa creare ricchezza, attrarre, formare il capitale umano e ridurre le disuguaglianze e i conflitti (naturalmente più probabili nei grandi centri urbani). Inoltre, una smart city si preoccupa di ottimizzare il governo di una città, per sua natura complessa e di grande dimensione, passando per la digitalizzazione, tutela dei cittadini e loro partecipazione all’amministrazione della città.

Il podio delle smart city italiane

Secondo il rapporto ICity Rate 2018, Milano, per il quinto anno consecutivo, è sul podio più alto nella classifica delle città più smart della penisola italica. Seguono Firenze e Bologna che si distaccano da tutte le altre città. Vediamo in cosa primeggiano questi tre centri urbani.

Milano

Il capoluogo lombardo si piazza in prima posizione per mobilità sostenibile, ricerca e innovazione e solidità economica (con un valore aggiunto pro capite più che doppio rispetto a quello medio delle altre città capoluogo). Solo seconda e terza, invece, per quanto riguarda il lavoro, la trasformazione digitale, l’offerta turistica e culturale.

Firenze

Firenze vince la medaglia d’oro per la digitalizzazione e l’attrattività turistico-culturale (esaminando le recensioni su TripAdvisor e la densità del patrimonio culturale). Si mostra sulla buona strada anche nella mobilità sostenibile (2°), istruzione ed economia (3°).

Bologna

Il capoluogo emiliano conquista la terza posizione ottenendo ben tre medaglie d’oro: nel lavoro (tassi di attività, occupazione, disoccupazione, qualifiche e lavoro irregolare), nella gestione energetica e partecipazione civile (fiducia nelle istituzioni, cooperazione, partecipazione elettorale, esperienze d’innovazione sociale, equilibrio di genere nella rappresentanza, utilizzo di strumenti d’amministrazione condivisa, progettazione innovativa, acquisti verdi, trasparenza dei siti web). Benché solo al terzo posto, Bologna si dimostra molto intelligente con altre due medaglie d’argento (istruzione e trasformazione digitale) e due di bronzo (inclusione sociale, ricerca e innovazione).

Nonostante l’invidiabile primato, le tre città più intelligenti d’Italia mantengono alcune criticità che dovranno affrontare nei prossimi anni. Si tratta di fattori direttamente collegati alla natura metropolitana delle stesse: la gestione dei rifiuti, lo sfruttamento del suolo e territorio, la conservazione della qualità dell’aria e dell’acqua. Sono tutti ambiti nei quali si collocano in media e bassa classifica.

E la capitale? Roma è ancora inseguitrice, benché migliorata rispetto agli anni precedenti, e si colloca al quindicesimo posto. A livello globale, secondo l’IESE Cities in Motion Index 2018, la Città Eterna è in 66° posizione. Fa meglio Milano che da prima in classifica, a livello nazionale, scende al 45° posto nel mondo.

La smart city del futuro

La smart city del domani dovrà riuscire a contrastare i fattori di stress generati dalla concentrazione e densità. Dovrà avere un governo più “responsabile e rispondente” e potrà raggiungere tali obbiettivi grazie all’impiego delle nuove tecnologie di raccolta ed elaborazione dei dati (sensoristica intelligente, IoT, BigData, smart grid).

Sul piano tecnologico, ciò che potremmo vedere nelle città di un futuro prossimo potrebbero essere alcune delle soluzioni smart che Bosh ha presentato lo scorso 11 gennaio al CES 2019 di Las Vegas. La multinazionale tedesca ha, infatti, progettato alcune innovazioni tecnologiche per far fronte alle sfide legate all’urbanizzazione, alla crescita demografica e al cambiamento climatico.

Quando nei prossimi anni visiteremo una metropoli internazionale, ma anche italiana, potremmo viaggiare in shuttle elettrici a guida autonoma completi di servizi integrati. Veicoli silenziosi senza conducente e completamente connessi all’ambiente circostante.

La futura città intelligente sarà dotata di autocarri senza specchietti esterni grazie all’impiego di telecamere per una visione a 360 gradi, maggiore sicurezza e un minore consumo di carburante (più aerodinamicità). In aggiunta, in una società sempre più wireless, anche gli autoveicoli privati, dei servizi di car-sharing e logistica potranno usare lo smartphone al posto delle tradizionali chiavi.

Ma la smart city non si prenderà cura delle sole autovetture. L’innovazione renderà la vita più facile anche ai “rider” grazie a sistemi radar montati sulle moto per la prevenzione degli incidenti, e ad app per connettersi agli e-scooter.

La sfida per una città migliore, più vivibile e salutare è solo all’inizio. Speriamo che l’intelligenza umana e tecnologica possano rendere tutte le metropoli (e non solo) più sane e accessibili, anche eliminando il divario che attualmente esiste tra il Nord e il Sud dell’Italia e del mondo.

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